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DOCBiancoLazioUmbria

Orvieto

Denominazione di Origine Controllata

Orvieto è una DOC del Lazio e dell'Umbria, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Trebbiano toscano (Procanico) e Grechetto (insieme almeno 60%).

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Lazio, Umbria

Da ricordare

Bianco a cavallo tra Umbria e Lazio, attorno alla rupe di tufo di Orvieto. Il Classico viene dalla zona storica più vicina alla città; da ricordare la versione Muffa nobile, ottenuta da uve attaccate dalla Botrytis.

Storia

Gli Etruschi fondarono sulla rupe la città di Velzna e scavarono nel tufo cantine su più livelli; le pitture delle tombe del territorio, come la tomba Golini, mostrano scene di banchetto. Dopo la conquista romana del 264 a.C. la viticoltura proseguì, e nel Medioevo e nel Rinascimento il vino era apprezzato alla corte pontificia, ad esempio da Paolo III Farnese. Nel 1933 è descritto l'Orvieto abboccato, versione storica della zona; la DOC è del 1971.

Territorio

Colline tra 100 e 500 metri attorno alla rupe di tufo di Orvieto, nelle valli del Tevere e del Paglia, al confine tra Umbria e Alto Lazio. I suoli alternano argille e sabbie marine antiche, tufi e lave dei vulcani vicini e alluvioni lungo i fiumi. Le estati sono secche, con piogge concentrate in autunno.

In cantina

La Vendemmia tardiva usa uve lasciate appassire in parte sulla pianta, raccolte non prima del 1° ottobre. La Muffa nobile nasce da uve attaccate dalla Botrytis cinerea, con rese molto basse e un grado zuccherino naturale altissimo (almeno 16% vol potenziale). Il Superiore richiede uve più mature e si può vendere solo dal 1° marzo dopo la vendemmia.

Nel bicchiere

Giallo paglierino più o meno intenso, con un profumo delicato; nella versione secca chiude con una leggera nota amarognola, ma esiste anche abboccato, amabile e dolce. La Vendemmia tardiva è dorata e dolce, la Muffa nobile giallo oro tendente all'ambra con il tempo, con profumi ricchi e un sorso dolce, lungo e morbido.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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