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DOCPiù tipologieLazio

Roma

Denominazione di Origine Controllata

Roma è una DOC del Lazio, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Lazio

Da ricordare

DOC di istituzione recente che copre quasi tutta la provincia di Roma. Il bianco si basa sulla Malvasia del Lazio (detta puntinata), il rosso sul Montepulciano; la Romanella è lo spumante della denominazione.

Storia

Roma ha imparato la viticoltura dagli Etruschi e nel II secolo a.C. il porto di Ostia era già un grande emporio del vino. Nel Cinquecento Sante Lancerio, bottigliere di Paolo III, descrive i vini romaneschi, e a fine Seicento una pianta dell'agro romano conta quasi 9.000 ettari di vigne; nel 1888 esce un'opera dedicata al Lazio viticolo e vinicolo. Nonostante questa storia, la DOC Roma è recente: è stata approvata nel 2011.

Territorio

Una zona molto ampia, circa 330.000 ettari, che va dal litorale alla Sabina romana, ai Colli Albani e Prenestini e alla Campagna romana, con vigne dal livello del mare a 600 metri esposte a ovest, sud-ovest e sud. I suoli sono in parte sedimentari (travertini, sabbie, ghiaie, argille) e in parte vulcanici, con pozzolane permeabili e tufi compatti. Il clima è temperato-mediterraneo, con estati secche e forti escursioni termiche durante la maturazione.

In cantina

Il Rosso Riserva richiede almeno 24 mesi di invecchiamento dal 1° novembre della vendemmia. Bianco e Rosato si possono vendere dal 15 marzo dell'anno dopo la vendemmia, il Rosso dal 31 marzo. Per la Romanella spumante non è imposto un metodo: si possono usare le tecniche di spumantizzazione ammesse dalla legge, e anche lei esce dal 15 marzo.

Nel bicchiere

Il Bianco è paglierino, a volte con riflessi verdolini, delicato e asciutto; la Malvasia puntinata ha un colore più carico e un sorso morbido. Il Rosso è rubino con riflessi violacei, che con il tempo vira al granato, con profumo intenso e buona struttura. La Romanella ha spuma fine, colore paglierino tenue ed è secca, da brut a extra dry.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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