Monferrato
Denominazione di Origine Controllata
Monferrato è una DOC del Piemonte, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC ombrello del Monferrato, usata per vini che escono dalle regole delle denominazioni più strette. Chiaretto o Ciaret è il nome locale del rosato.
Storia
La DOC è nata nel 1994 per dare una denominazione comune ai vini delle colline del Monferrato, compresi quelli fuori dalle regole delle DOC più ristrette. È pensata per lasciare spazio alle scelte di vendemmia e di mercato, compresi gli assemblaggi tra vitigni locali come Barbera e Nebbiolo e internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot nero. Con la revisione del 2019 il testo comprende anche il Nebbiolo, con la versione Superiore.
Territorio
Il Monferrato è una regione storica in gran parte collinare tra le province di Asti e Alessandria, che dalla riva destra del Po arriva fino ai piedi dell'Appennino ligure. I vigneti sono solo in collina, esclusi fondovalle e terreni umidi; i suoli, argillosi, limosi, sabbiosi o calcarei, hanno in genere una matrice calcarea, alcalina e povera, che favorisce vini fruttati.
In cantina
Il Nebbiolo invecchia almeno 12 mesi e il Nebbiolo Superiore almeno 18, di cui 6 in legno, contati dal 1° novembre della vendemmia. Rosso, Dolcetto e Freisa possono uscire anche come Novello. Per le altre tipologie non sono previsti periodi minimi di invecchiamento.
Nel bicchiere
Il Rosso è vinoso, fresco e asciutto, a volte vivace; il Chiaretto va dal rosato al rubino chiaro, delicato e armonico. Il Nebbiolo è rubino tendente al granato con il tempo, fruttato e secco. Il Casalese Cortese è paglierino chiaro con riflessi verdolini, delicato al naso, sapido e con una chiusura leggermente amarognola.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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