Emilia-Romagna
Denominazione di Origine Controllata
Emilia-Romagna è una DOC dell'Emilia-Romagna, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Pignoletto (almeno 85%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC recente, approvata dall'UE alla fine del 2023, che riguarda un solo vitigno: il Pignoletto (Grechetto gentile). Da non confondere con la DOC Pignoletto né con la DOCG Colli Bolognesi Pignoletto.
Storia
In epoca romana la vite si allevava maritata agli alberi, nella pianura e sulle colline a sud di Bologna. Pier de' Crescenzi cita il Pignuolo già intorno al 1300, e nel 1250 Bologna fece costruire una strada per portare in città il vino delle colline. Per molto tempo il vitigno è stato confuso con altre varietà; solo nel 1978 ricercatori dell'Università di Bologna lo hanno classificato come varietà autonoma. La DOC è stata approvata dall'UE alla fine del 2023.
Territorio
Una zona ampia tra le province di Bologna, Modena e Ravenna, che va dalla pianura alle colline appenniniche. I suoli nascono da rocce sedimentarie (arenarie, argille, calcari, gessi, sabbie) e sono in genere alcalini, fini e ben drenati. Il clima è temperato subcontinentale, con deficit idrico estivo in pianura e forti escursioni tra giorno e notte in collina durante la maturazione.
In cantina
Il Frizzante si fa tradizionalmente con rifermentazione in bottiglia, indicata in etichetta; lo Spumante si può fare in autoclave o con seconda fermentazione in bottiglia. Il Passito richiede uve appassite con almeno 15% vol potenziali, la Vendemmia tardiva uve surmature con almeno 14%. Non sono previsti periodi minimi di invecchiamento.
Nel bicchiere
Giallo paglierino, a volte con riflessi verdolini, con profumo di fiori bianchi come biancospino e gelsomino; in bocca va dal secco all'abboccato, con frutta gialla e talvolta una leggera nota amarognola. Frizzante e Spumante sono più freschi e richiamano la mela acerba. Passito e Vendemmia tardiva sono dorati fino all'ambrato, morbidi e da amabili a dolci, con note di frutta matura e a volte di mandorla.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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