Colli Bolognesi Pignoletto
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Colli Bolognesi Pignoletto è una DOCG dell'Emilia-Romagna, nota soprattutto per i vini bianchi.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il Pignoletto dei colli bolognesi, dove è il nome locale del Grechetto gentile. Accanto a frizzante e spumante c'è il Classico Superiore, fermo, dalla zona più antica.
Storia
Plinio il Vecchio ricorda già un vino frizzante delle colline bolognesi; un documento del 973 parla di vigneti presso l'abbazia di Monteveglio e uno statuto di Bologna del 1250 regola la strada dei vini. Verso il 1300 l'agronomo bolognese Pier de' Crescenzi descrive un'uva chiamata "pignoletto". La DOC Colli Bolognesi è del 1997 e la DOCG del 2010; nel 2023 il disciplinare è stato rivisto con una modifica a livello europeo.
Territorio
Le prime colline a sud-ovest di Bologna, tra la Val Samoggia e l'Idice, solcate dalle valli del Reno, del Lavino e del Samoggia, orientate da nord a sud; i vigneti stanno per lo più sotto i 300 metri e guardano a est-sud-est. I suoli cambiano molto: arenarie, argille con frane e calanchi, argille azzurre e sabbie gialle dei primi colli, depositi alluvionali vicino ai fiumi. In bassa collina le estati sono calde e con deficit d'acqua.
In cantina
Il Frizzante segue la tradizione della rifermentazione in bottiglia e può quindi presentarsi velato; lo Spumante va dal brut nature all'extra dry. La versione Classico Superiore, ferma, viene dalla zona più antica (Monte San Pietro e comuni vicini), con almeno 95% di Grechetto gentile, resa di 9 tonnellate per ettaro e uscita non prima del 4 ottobre dell'anno dopo la vendemmia. Le viti sono a spalliera o a cortina.
Nel bicchiere
Il Superiore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, profuma di mughetto, gelsomino, pera e mela, e in bocca richiama mandorla e agrumi con un finale a volte leggermente amarognolo. Frizzante e Spumante sono più freschi e acidi, con note di biancospino e frutta gialla poco matura e una chiusura agrumata. Il Classico Superiore è più intenso e caldo, sempre secco.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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