Verdicchio dei Castelli di Jesi
Denominazione di Origine Controllata
Verdicchio dei Castelli di Jesi è una DOC delle Marche, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Verdicchio (almeno 85%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il Verdicchio più conosciuto, nelle colline attorno a Jesi. Attenzione: la Riserva è una DOCG a sé, Castelli di Jesi Verdicchio Riserva.
Storia
Nel Medioevo furono i monaci benedettini e camaldolesi a riportare e diffondere la vite nella valle dell'Esino. Agli inizi del Cinquecento il Verdicchio è già descritto da un autore spagnolo, e nell'Ottocento gli studi ampelografici della provincia di Ancona lo indicano come il bianco più importante delle Marche. La DOC è del 1968; negli anni Sessanta i vigneti promiscui furono sostituiti da impianti specializzati.
Territorio
Colline del bacino dell'Esino, a circa 20 km dal mare, con la valle che sale da meno di 100 metri a Jesi fino ai 630 di Cingoli; la maggior parte dei vigneti sta tra 80 e 280 metri. I suoli alternano dorsali calcaree, argille e ghiaie alluvionali. La zona Classico è quella storica, esclusi i terreni a sinistra del Misa e i comuni di Ostra e Senigallia.
In cantina
Il Classico Superiore ha rese più basse (11 tonnellate per ettaro contro 14) e uve con almeno l'11,5% vol naturale. Il Passito si fa con uve appassite fino al 30 marzo successivo alla vendemmia, con una resa massima del 45%. Lo Spumante va dall'extra brut al secco; la versione Riserva richiede almeno un anno di invecchiamento, di cui nove mesi sui lieviti.
Nel bicchiere
Giallo paglierino tenue, con un profumo delicato e un sorso asciutto e armonico che chiude con la tipica nota amarognola. Lo Spumante ha riflessi verdolini, spuma fine e un sorso fresco e sapido. Il Passito va dal paglierino carico all'ambrato, intenso al naso, amabile o dolce e vellutato in bocca.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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