Terre di Casole
Denominazione di Origine Controllata
Terre di Casole è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Piccola DOC di un solo comune, nell'alta Val d'Elsa senese. Il Bianco e il Passito si basano sullo Chardonnay, non sul Trebbiano.
Storia
Nelle necropoli etrusche di Casole d'Elsa sono stati trovati grandi contenitori per il vino, e nel Medioevo i mercanti senesi diffusero i vini della zona; dopo la battaglia di Montaperti Casole passò definitivamente a Siena. Dal Settecento il Sangiovese si affermò come vitigno principale, mentre dall'Ottocento si sperimentarono varietà francesi come il Cabernet. La DOC è stata riconosciuta nel 2007.
Territorio
Colline tra la Montagnola Senese e il fiume Cecina, con vigneti tra 150 e 450 metri esposti soprattutto a sud e sud-est. I suoli sono in prevalenza argilloso-sabbiosi, in parte alluvionali per le esondazioni dell'Elsa. Il clima è mediterraneo, con un leggero stress idrico prima della maturazione e forti escursioni tra giorno e notte.
In cantina
Rosso e Sangiovese escono dal 30 settembre dell'anno dopo la vendemmia, dopo almeno tre mesi in bottiglia. Rosso Superiore e Sangiovese Riserva richiedono almeno 12 mesi in legno e 6 in bottiglia ed escono dal 1° gennaio del terzo anno; il Bianco Riserva vuole almeno 5 mesi in legno e 3 in bottiglia. Per il Passito le uve appassiscono fino al 28% di zuccheri, si pigiano tra il 31 dicembre e il 31 marzo, e il vino esce dal 30 settembre del quarto anno dopo almeno 6 mesi in legno e 6 in bottiglia.
Nel bicchiere
Il Bianco è paglierino, fruttato, secco e armonico. Il Rosso va dal rubino al granato, con profumo intenso; nel Superiore e nella Riserva di Sangiovese possono comparire piccoli frutti rossi e spezie, con un sorso pieno. Il Passito va dal giallo dorato all'ambrato, profuma di frutta matura ed è morbido e vellutato.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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