Capalbio
Denominazione di Origine Controllata
Capalbio è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC dell'estremo sud della Maremma, al confine con il Lazio. Il Vermentino è il bianco più rappresentativo, mentre i rossi poggiano sul Sangiovese.
Storia
La vite è presente in questa parte di Maremma dall'epoca etrusca e romana: a Marsiliana, lungo l'Albegna, sono stati trovati grandi contenitori interpretati come un punto di raccolta dei vini delle colline. Nel Novecento la riforma fondiaria del dopoguerra rilanciò i vigneti e nacque la cantina cooperativa di Capalbio. Dagli anni Ottanta il nome si usava già come indicazione geografica; la DOC è del 1999.
Territorio
Colline basse e terrazzi nella parte meridionale della provincia di Grosseto, tra i fiumi Albegna e Osa e il confine laziale, con quote medie intorno ai 100 metri. I suoli sono profondi, sciolti o franchi e drenanti, su rocce calcaree e gessose e, verso la costa, su sabbie marine. Il clima è mediterraneo, con estati secche e il maestrale che ventila i vigneti.
In cantina
Il Rosso Riserva richiede almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 6 in botti di legno, e si vende dal giugno del terzo anno dopo la vendemmia. Il Vin Santo nasce da uve bianche appassite e matura almeno due anni in legno, in contenitori fino a 300 litri; esce non prima del novembre del terzo anno, con almeno 16% vol. Bianco, Rosato e Vermentino si possono vendere già dalla fine dell'anno di vendemmia.
Nel bicchiere
Il Rosso è rubino, vinoso e asciutto, con tannino misurato; la Riserva vira al granato e ha più struttura. Il Vermentino è paglierino, a volte con riflessi verdolini, fruttato e sapido. Il Vin Santo va dal giallo dorato all'ambrato, con profumo intenso di uva passa e un sorso vellutato.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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