Chianti Classico
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Chianti Classico è una DOCG della Toscana, nota soprattutto per i vini rossi.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il territorio storico del Chianti, sulle colline tra Firenze e Siena: da non confondere con la DOCG Chianti, molto più ampia. La Gran Selezione è il vertice della piramide e richiede almeno il 90% di Sangiovese.
Storia
Il nome Chianti riferito al vino compare in un atto notarile del 1398, e nel Seicento il vino della zona era già esportato in Inghilterra. Il bando di Cosimo III de' Medici del 1716 ne fissò i confini, tra le prime delimitazioni legali di una zona viticola. Nell'Ottocento Bettino Ricasoli propose un uvaggio a prevalenza di Sangiovese; il nome Classico per l'area storica è del 1932, la DOCG del 1984 e il disciplinare autonomo dal Chianti del 1996.
Territorio
Circa 71.800 ettari tra Firenze e Siena, con i comuni interi di Greve, Castellina, Radda e Gaiole in Chianti e parte di altri quattro. I vigneti stanno in collina, fino a 700 metri, su suoli poco profondi di galestro e alberese con arenarie calcaree; fondovalle, terreni umidi e argille plioceniche sono esclusi. Il clima è continentale, con inverni freddi, estati calde e forti escursioni tra giorno e notte.
In cantina
Il Chianti Classico si può vendere dal 1° ottobre dell'anno dopo la vendemmia. La Riserva richiede almeno 24 mesi di invecchiamento e la Gran Selezione almeno 30, in entrambi i casi con almeno 3 mesi in bottiglia; la Gran Selezione deve nascere da uve dell'azienda che imbottiglia, con almeno il 90% di Sangiovese e solo vitigni autoctoni come complemento. Solo la Gran Selezione può riportare in etichetta una delle undici unità geografiche aggiuntive, come Panzano, Lamole o Radda.
Nel bicchiere
Rubino più o meno intenso, con profumi floreali; in bocca è secco, fresco e sapido, con tannini leggeri che si ammorbidiscono con il tempo. Riserva e Gran Selezione hanno colore più intenso che vira al granato, profumi più fruttati o speziati e un sorso più persistente.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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