Parrina
Denominazione di Origine Controllata
Parrina è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Piccola DOC sulle colline dietro la laguna di Orbetello, cresciuta intorno a una tenuta storica. Il bianco si basa su un uvaggio costiero di Ansonica e Vermentino.
Storia
La viticoltura sulla costa di Orbetello risale agli Etruschi e ai Romani; in epoca lorenese bonifiche e nuove tecniche agrarie la rilanciarono. Il nome viene forse dallo spagnolo «parra», pergola di vite, ricordo dello Stato dei Presidi (1557-1815) di cui Orbetello era capitale. Studi del 1884 e del 1906 descrivono già i vini della zona; la DOC è del 1971 e dagli anni Ottanta ha accolto Chardonnay, Sauvignon, Cabernet e Merlot.
Territorio
Una piccola fascia di colline basse e pendici a nord-est di Orbetello, affacciata sulla laguna. In collina i suoli derivano da arenarie e scisti eocenici, più in basso da sedimenti sabbiosi recenti; il contenuto di sostanza organica è basso. Il clima è temperato, con vigne ben ventilate e luminose e forti escursioni tra giorno e notte a fine maturazione.
In cantina
Il Rosso Riserva e il Sangiovese Riserva richiedono almeno 2 anni di invecchiamento, di cui 1 in legno e 3 mesi in bottiglia. I bianchi si possono vendere dal 31 dicembre dell'anno di vendemmia, i rossi e il rosato dal 1° marzo successivo. Il Vin Santo si fa con uve appassite pigiate tra dicembre e marzo e matura almeno 2 anni in caratelli fino a 3 ettolitri; esce dal 1° novembre del terzo anno, con almeno 16% vol.
Nel bicchiere
Il Bianco è paglierino con un tocco dorato, dal profumo fine e persistente; secco ma morbido, chiude con una leggera nota amarognola. Il Rosso è rubino, delicato e vellutato, mentre la Riserva vira al granato e ha un profumo più intenso e un sorso più austero. Il Vermentino è fruttato e sapido; il Vin Santo va dal dorato all'ambra, etereo e rotondo.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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