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DOCBiancoCampania

Falanghina del Sannio

Denominazione di Origine Controllata

Falanghina del Sannio è una DOC della Campania, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Falanghina (almeno 85%).

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Campania

Da ricordare

DOC nata nel 2011 per dare alla Falanghina del Beneventano un nome proprio. Guardia Sanframondi (o Guardiolo), Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Taburno, un tempo DOC autonome, sono oggi sottozone.

Storia

Nel Sannio la vite è documentata almeno dal II secolo a.C., quando a Dugenta si fabbricavano anfore; in epoca romana il vino della zona era commerciato anche fuori regione. Dopo il sostegno dei Longobardi e la ripresa intorno all'anno Mille, la viticoltura beneventana fu descritta in modo scientifico nella statistica murattiana del 1811 e studiata dall'ampelografo Giuseppe Frojo nel 1872. La Falanghina, vinificata in purezza a partire dagli anni Settanta del Novecento, ha ottenuto la propria DOC nel 2011.

Territorio

Colline tra i 200 e i 650 metri, con vigneti esposti soprattutto a sud e sud-est. I suoli poggiano su arenarie, argille e calcareniti, spesso ricchi di calcare. Il clima è mite nelle valli e più fresco in quota, con circa 1.000 mm di pioggia l'anno che salgono fino a 1.400 sui rilievi.

In cantina

Non sono previsti periodi minimi di invecchiamento per il bianco base. Il Passito nasce da uve appassite sulla pianta o dopo la raccolta fino ad almeno 16% vol potenziali e si vende dal 1° giugno dell'anno successivo alla vendemmia; la resa in vino è al massimo del 40%. Lo Spumante metodo classico resta almeno 12 mesi sui lieviti. Nelle sottozone le rese sono uguali o più basse e i titoli minimi più alti.

Nel bicchiere

Giallo paglierino, con un profumo fine di fiori e frutta; in bocca è secco, fresco ed equilibrato. La Vendemmia tardiva resta secca ma ha più corpo e un colore che tende al dorato. Il Passito va dal dorato all'ambrato, con profumi intensi e un sorso amabile o dolce.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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