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DOCPiù tipologieLombardia

Curtefranca

Denominazione di Origine Controllata

Curtefranca è una DOC della Lombardia, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Lombardia

Da ricordare

Sono i vini fermi della stessa zona della Franciacorta. Il bianco parte dallo Chardonnay, il rosso è un taglio di stampo bordolese.

Storia

Vinaccioli preistorici trovati a Provaglio d'Iseo attestano la vite in zona da tempi remoti; documenti dei monasteri bresciani di San Salvatore e Santa Giulia, dell'VIII e IX secolo, parlano già di terre e di trasporti di vino bianco e rosso. I vini fermi furono compresi nella DOC Franciacorta del 1967; nel 1995 ebbero un disciplinare proprio come Terre di Franciacorta, rinominato Curtefranca nel 2008. Il nome richiama le 'curtes francae', le corti medievali esenti da dazi.

Territorio

Un anfiteatro morenico lasciato dal ghiacciaio della Valcamonica, chiuso a nord dal Lago d'Iseo, a ovest dall'Oglio e a sud dal Monte Orfano. I suoli morenici sono profondi e ben drenati ma trattengono acqua a sufficienza. Il lago addolcisce il clima, che ha tratti insubrici e mediterranei, e riduce il rischio di gelate.

In cantina

Il Bianco affina almeno 3 mesi in bottiglia e si vende dal 1° febbraio dopo la vendemmia; il Rosso richiede 8 mesi in legno e 6 in bottiglia e si vende dal 1° luglio dell'anno successivo. Le versioni con menzione Vigna hanno rese più basse e uscite più tardive: dal settembre successivo per il bianco, dal settembre di due anni dopo per il rosso.

Nel bicchiere

Il Bianco è paglierino con riflessi verdolini, dal profumo floreale e delicato, asciutto, morbido e sapido. Il Rosso è di un rosso vivo con riflessi rubino, fruttato e a volte erbaceo, di medio corpo. Le versioni Vigna sono più intense: il rosso prende riflessi granati e un sorso vellutato.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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