Cerasuolo di Vittoria
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Cerasuolo di Vittoria è una DOCG della Sicilia, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Nero d'Avola (50–70%), Frappato (30–50%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
L'unica DOCG siciliana: il Frappato aggiunge freschezza e profumo alla struttura del Nero d'Avola.
Storia
Nella zona la vite è antica: la colonia greca di Kamarina, fondata nel 598 a.C. presso la foce dell'Ippari, coniava monete con anfore da vino, e in epoca romana il vino locale era esportato. La città di Vittoria fu fondata nel 1606 e ai primi coloni fu concessa la terra a condizione di piantare vigne. All'inizio dell'Ottocento erano già descritti il Nero d'Avola e il Frappato della zona; la DOC è del 1973 e la DOCG del 2005.
Territorio
Sicilia sud-orientale, tra i monti Erei a nord, gli Iblei a est e il mare a sud, con vigneti dalla fascia costiera fino a oltre 350 metri. I suoli sono soprattutto calcarei: terre rosse ricche di ferro e terre brune su calcareniti, con sabbie e argille in alcune aree. Il clima è caldo e arido, con estati quasi senza pioggia e forti escursioni tra giorno e notte; sulla costa si vendemmia due o tre settimane prima che in alta collina.
In cantina
Le viti sono allevate solo ad alberello o a spalliera, con rese massime di 8 tonnellate per ettaro e uve ad almeno 12,5% vol naturali; l'arricchimento è vietato. Il Cerasuolo di Vittoria si può vendere dal 1° giugno dopo la vendemmia, il Classico, prodotto nell'area della prima delimitazione del 1973, dal 31 marzo del secondo anno. Non sono richiesti periodi in legno.
Nel bicchiere
Il colore va dal rosso ciliegia al violaceo, con profumi da floreali a fruttati; in bocca è secco, pieno e morbido. Il Classico tende al granato e ha un profumo di ciliegia che, con l'età, si arricchisce di note di prugna secca, cioccolato, cuoio e tabacco.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.