Aglianico del Taburno
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Aglianico del Taburno è una DOCG della Campania, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Aglianico (almeno 85%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Aglianico del Sannio beneventano, alle pendici del massiccio del Taburno.
Storia
Nel Sannio la produzione di vino è attestata dal II secolo a.C., quando a Dugenta funzionava un importante centro di fabbricazione di anfore; Plinio il Vecchio ricorda un vino di Benevento. Nel 1811 una statistica del periodo murattiano descrive per la prima volta in modo sistematico la viticoltura beneventana, e nel dopoguerra la produzione si è organizzata attorno alle cantine cooperative. La DOC risale al 1986, la DOCG al 2011.
Territorio
I versanti collinari e pedecollinari attorno al massiccio del Taburno, a ovest di Benevento, tra 200 e 650 metri, esposti soprattutto a sud e sud-est. I suoli poggiano su rocce tenere (arenarie, argille, calcareniti). Le piogge sono abbondanti, circa 1.000 mm l'anno e fino a 1.400 alle quote più alte, ma nelle zone basse possono esserci fino a due mesi di siccità estiva.
In cantina
Il Rosso invecchia almeno due anni e la Riserva almeno tre, di cui 12 mesi in botti di legno e 6 in bottiglia, contando dal 1° novembre della vendemmia; per il Rosso il legno non è obbligatorio. Il Rosato si vende dal 1° marzo successivo alla vendemmia. Le viti sono a controspalliera (il tendone è vietato), con resa massima di 9 tonnellate per ettaro.
Nel bicchiere
Il Rosso è rubino e vira al granato con l'età; il profumo è caratteristico e persistente, il sorso secco e di corpo. La Riserva è granato intenso e più armonica, a volte con un lieve tocco di legno. Il Rosato è rosa più o meno carico, fresco e fruttato al naso, secco e fine in bocca.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.