Trebbiano d'Abruzzo
Denominazione di Origine Controllata
Trebbiano d'Abruzzo è una DOC dell'Abruzzo, nota soprattutto per i vini bianchi.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il Trebbiano abruzzese è un vitigno distinto dal Trebbiano toscano, ma il disciplinare li ammette entrambi. Per sapere quale c'è nel bicchiere bisogna guardare il produttore.
Storia
Ovidio, nato a Sulmona, testimonia la vite nelle aree interne già in età romana; il nome Trebbiano viene spesso collegato al «vinum trebulanum» citato da Plinio. Nel 1820 il barone Durini scrisse un saggio sui vini abruzzesi e nel 1856 una monografia documentava la grande diffusione del Trebbiano nella regione. La DOC è del 1972: il primo disciplinare confondeva il Trebbiano abruzzese con il Bombino bianco, e le sottozone sono arrivate solo di recente.
Territorio
Una fascia di colline larga 20-25 km che corre per circa 125 km tra il Tronto e il Trigno, su depositi plio-pleistocenici con suoli sabbioso-argillosi e sciolti; nelle conche interne prevalgono antichi terrazzi alluvionali. I vigneti salgono fino a 600 metri, 700 sui versanti a sud. Gran Sasso e Maiella portano forti escursioni tra giorno e notte, mentre luglio e agosto sono caldi e asciutti.
In cantina
Il vino base si può vendere dal 1° gennaio dopo la vendemmia. Nelle sottozone il Superiore richiede almeno 5 mesi di affinamento ed esce dal 1° aprile, la Riserva almeno 12 mesi a partire dal 1° novembre della vendemmia; per le sottozone le rese sono più basse e il Trebbiano sale ad almeno il 90%. Il legno non è obbligatorio, ma se usato può lasciare un lieve sentore.
Nel bicchiere
Giallo paglierino più o meno intenso, che nella Riserva può arrivare al dorato. Il profumo è delicato, di frutta e fiori, e con l'età può prendere note minerali; il sorso è sapido e morbido, di solito secco, spesso con un finale ammandorlato.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.